parco pollino

PARCO NAZIONALE DEL POLLINO

Il Parco Nazionale del Pollino si estende su 192,265 ettari di territorio a cavallo fra la Basilicata e la Calabria. Il cuore del parco è costituito dal gruppo del Pollino, che raggiunge la cima più elevata con la Serra Dolcedorme (2.267 m.), lungo il quale corre il confine fra la provincia di Potenza e quella di Cosenza.

Con il gruppo dell'Orsomarso, il monte Pollino rappresenta l'ultima propaggine meridionale dell'Appennino.

La flora e la fauna sono favoriti dall'abbondanza delle precipitazioni, e i boschi lussureggianti ricoprono gran parte delle montagne. La macchia mediterranea e i querceti prevalgono alle quote inferiori per cedere il posto più in alto a boschi misti di faggio con abete bianco e pino loricato.

L'interesse del parco è accresciuto anche dalla sua componente umana. Le pendici del massiccio del Pollino, infatti, sia sul versante lucano che su quello calabro, furono colonizzate tra il XV e il XVI secolo. Si tratta di comunità che hanno saputo conservare nei secoli il loro patrimonio di tradizione, cultura, lingua e religione. Oltre che per i suoi tesori naturali, il parco del Pollino merita di essere visitato anche per le sue importanti testimonianze storiche ed archeologiche.

Il territorio è ricco di grotte (molte ancora inesplorate), alcune delle quali recano i segni del passaggio dell'uomo della Preistoria. Il celebre bassorilievo del riparo del Romito (Papasidero) raffigurante il bos primigenius è solo una delle straordinarie testimonianze della presenza di stanziamenti dediti alla pastorizia sul territorio del Pollino già in età paleolitica. Sono inoltre presenti sul territorio necropoli preromane, tracce elleniche e romane, ruderi di laure basiliane e monasteri benedettini, castelli, santuari, tipici insediamenti albanesi dalle antichissime tradizioni e borghi primitivi.